-- Secolo XIX --
ico image a - Il maestro "Strologo" ricostruzione immaginaria





ico image b - G. Zompini : La "Strolega" in Piazza

L'imbarazzante caso del maestro "Stròlogo"

cover image Nel XIX secolo le scuole elementari pubbliche erano ancora affidate in gestione ai vari comuni (le famose "scuole comunali"). La documentazione di questo curioso caso di vita muranese è quasi tutta reperibile presso l'Archivio della Municipalità di Murano, Busta 32.
Il 20 settembre 1831 Antonio Dalmistro, Primo Deputato del Comune di Murano1, scrive all'autorità superiore, denunciando l'incresciosa situazione venutasi a creare nella Scuola Elementare Minore di San Pietro (la Scuola elementare "minore" accoglieva i bambini delle classi prima inferiore, prima superiore e seconda, generalmente in un'unica aula). Il maestro "assistente"2 (colui che aiutava e sostituiva il maestro titolare), tale Girolamo Zanetti, muranese, “porta al ridicolo” il Comune di Murano. Afferma, infatti, il Deputato, che questo maestro non è capace di farsi rispettare: “mentre legge o insegna ad uno, tutti gli altri strepitano, sortono dalla scuola, beffeggiano il maestro e persino lo traggono per le vesti”. Non basta: “altre volte esso dorme in scuola invece d'insegnare”! Siccome i locali della Deputazione si trovano nelle stesso edificio che ospita la Scuola Minore di San Pietro, c'è da credere che le lamentele del Dalmistro siano ben fondate. Afferma, inoltre, che questo maestro, “ha una pessima calligrafia, peggiore ortografia ed è incapace di scrivere sotto dettatura”. La cosa sembra, dunque, piuttosto seria. Continua il Dalmistro nella sua impietosa descrizione: “a Murano è chiamato il «Maestro Strologo» e per la strada i fanciulli gli corrono dietro facendo beffe e gioco di lui”. Certo, il quadretto tratteggiato dal Deputato è quello di una tipica situazione muranese: il personaggio “caratteristico” che viene pubblicamente canzonato e dileggiato dai ragazzini. Il soprannome dice molto: col termine Stròlogo o Stròlego si indicava anzitutto una sorta di mago, essenzialmente un “astrologo”, ma con qualche capacità divinatoria, come la lettura della mano. Per quanto riguarda Venezia, ne ha lasciato una bella immagine Gaetano Zompini3 (vedi fig. b nel colonnino).

cover image Forse, nel caso dello Zanetti, il soprannome potrebbe essere dovuto all'aspetto fisico: magari portava una capigliatura arruffata o era abbigliato in maniera trasandata, tanto da ricordare un individuo “stregonesco”. Oppure ha ereditato il soprannome dal padre o dal nonno. Nell'elenco delle bambine di San Pietro, stilato nel 1835 (vedi articolo nella sez. Istorie, "1835: i soprannomi compaiono in un documento ufficiale"), compaiono una Rosa e una Angela Zanetti, rispettivamente di 9 e 8 anni, figlie di tal Girolamo Zanetti detto “Strolego”. Sembrerebbe trattarsi proprio dell'assistente della scuola di San Pietro, che, come vedremo, ha prole da mantenere. Fatto sta che quest'uomo costituisce un problema.
Dalmistro conclude la lettera precisando che a Girolamo Zanetti sono stati richiesti i documenti comprovanti la sua abilitazione all'insegnamento, ma egli ha risposto di “averli prodotti da qualche anno all'Imperial Regio Ispettorato Scolastico Provinciale, donde non gli sono mai stati restituiti”.
Le autorità, però, procedono con cautela e, come al giorno d'oggi, la questione si trascina... per anni e, nel frattempo, lo Zanetti è sempre al suo posto. Per risentir parlare del caso dobbiamo attendere addirittura il 9 aprile del 1836, quando l'Ispettore Distrettuale annuncia una visita per verificare le competenze e le capacità del maestro assistente. Ribadisce, comunque, quasi a tranquillizzare gli amministratori muranesi, che “bisogna rimediare al danno di cui risente la Scuola di San Pietro”. Ma la visita annunciata ha luogo solo nel dicembre successivo! L'esito è negativo, nonostante il “povero” Zanetti, per la sua situazione, impietosisca le autorità: nella relazione, infatti, si legge che si tratta di un uomo che insegna da diciannove anni, è in età avanzata e, se sospeso dall'incarico, “rimarrà senza mezzi di sostentamento per sé e per i tre miseri figli”. La “magnanimità” delle autorità concede, dunque, un'ulteriore chance allo Zanetti: gli viene concesso di affrontare una nuova prova l'anno successivo. Una sorta di esame di riparazione, fissato per il 17 luglio 1837. Stavolta, ammonisce l'autorità, se il maestro Assistente di San Pietro non dovesse superarlo, si dovrà licenziarlo e bandire il concorso per il rimpiazzo.

cover image Un documento riguardante l'esito di detto esame, o un verbale, non è conservato ma sembra che lo Zanetti lo abbia superato, perché continua nel suo lavoro. La questione sembra appianata una volta per tutte ma l'anno seguente colpo di scena: il 26 maggio la Deputazione Comunale di Murano riceve una comunicazione dell'autorità giudiziaria dove si dice che:
“Girolamo Zanetti fu Pietro detto Strologo maestro elementare in San Pietro è legalmente indiziato di Criminale delitto e fu aperto in suo confronto speciale inspezione a piede libero. [...] vi si ordina di attentamente sorvegliarlo riferendo ogni sua mossa”.
Quale sia questo “criminale delitto” non è dato sapere: nessuna delle carte conservate fa un cenno su questo. Sappiamo soltanto che stavolta la sua posizione è aggravata! Passa un mese e il 30 giugno il parroco di San Pietro (Direttore della scuola minore) comunica alla Deputazione Comunale di aver ricevuto una nota dell'autorità superiore dove si dice:
“il Maestro Assistente di San Pietro, Zanetti, è stato posto nelle criminali carceri, e per quanto dicesi ebbe la condanna di un mese”.
Di conseguenza bisogna intraprendere tutti i passi atti a sostituire lo Zanetti. Cosa che avviene nel giro di due settimane! Gli eventi sono dunque precipitati alquanto in fretta: se nulla avevano potuto le proteste del Dalmistro e le verifiche dell'Ispettorato, ora Girolamo Zanetti detto "Strologo", condannato per non si sa quale reato, viene rimosso d'ufficio dal suo incarico. Questo risolve una situazione imbarazzante per l'amministrazione muranese ma lascia un po' d'amaro in bocca: cos'avrà mai combinato questo pover'uomo, in età avanzata e con figli a carico per ritrovarsi all'improvviso senza lavoro? La condanna ad un mese di carcerazione non pare, poi, così grave! Nell'archivio del Comune di Murano non c'è traccia del motivo della sua condanna. L'ultimo atto della vicenda scolastica del povero Zanetti è una nota dell'Ispettore Dezan, datata 27 agosto, dove afferma di aver formalmente diffidato Girolamo Zanetti e di avergli dichiarato che "qualunque istanza producesse al fine di essere riammesso tornerebbe di nessun effetto”.
L'ex maestro, scontata la condanna avrà provato a implorare una nuova opportunità, trovando però un netto rifiuto. Né l'amministrazione comunale, né l'autorità superiore hanno voglia di ritrovarsi in una situazione come quella denunciata sette anni prima da Antonio Dalmistro.


Note:
1 - In questo periodo il Comune di Murano è governato da un'esecutivo composto da tre Deputati, dei quali uno è il "Primo Deputato", una sorta di Sindaco.
2 - In base alla legislazione austriaca, le Scuole elementari pubbliche erano divise in "Maggiori" e "Minori". A Murano nella prima metà del XIX secolo v'erano due scuole elementari "minori", una per parrocchia, perciò una a San Pietro Martire ed una a San Donato. I Direttori erano i Parroci, perché la legislazione scolastica austriaca faceva leva sulla singole parrocchie e, nei primi anni, i maestri erano esclusivamente sacerdoti. Le classi riunite costituivano, in pratica, quella che oggi si chiamerebbe "pluriclasse" e le lezioni, differenziate in base all'età, erano tenute da un unico maestro. Nelle scuole con un certo numero di alunni era prevista la figura del maestro Assistente, assunto regolarmente ma stipendiato in misura inferiore.
3 - Nella raccolta di incisioni di Gaetano Zompini, pubblicata nel 1754 col titolo “Le arti che vanno per via nella città di Venezia”, al n° 43 compare la “strolega”. La didascalia recita:
“Son qua chi vol la strolega mi crio;
Par veder de becar qualche traireto,
Massime ale putazze da marìo”

La donna rappresentata è vecchia e il suo aspetto ricorda un po' lo stereotipo della strega, che era detta, però, strìga (e strìgo o strigòn al maschile). La strolega e, corrispondentemente, lo strolego (o strologo) erano, quindi, distinti dalla figure nettamente più negative della strega e dello stregone. Ma, probabilmente, a livello popolare, si tendeva un po' ad assimilarli ad esse.

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