-- Secolo XIX --
ico image A. Appiani: "Venezia che spera".
Quadro allegorico ottocentesco che rappresenta la speranza della città di risollevarsi dal dominio straniero.





Un parroco rivoluzionario: Don Giovanni Nichetti

cover image Dopo anni di lotte e moti carbonari in tutto il territorio del Lombardo-Veneto, si giunse finalmente all'insurrezione vera e propria nel marzo 1848. Anche Murano partecipò agii eventi che dettero successivamente vita ai Governo Provvisorio capitanato da Daniele Manin e Niccolò Tommaseo; iniziando il 18 sera per le strade e nello osterie al grido di"Viva 1'Italia,in malora le spie!" I tempi della rivoluzione erano ormai maturi e la popolazione vi partecipava sicu= rà,conscia che alle giuste rimostranze non sarebbe seguita, come al solito,la galera. A riscaldare maggiormente gli animi, si misero anche i sacerdoti di ispirazione veneta o veneziana; ma nel nostro caso invece,dichiaratamente muranese. Vuoi per rimediare all'errore commesso cinquant'anni prima da don Matteo Fanello, parroco di S.Salvador di Murano (che nel ristampare un suo volumetto sull'isola, si dichiarava Cittadino Parroco, in segno di sudditanza) vuoi per sottointeso credo nei riguardi della caduta Repubblica; sta di fatto che don Giovanni Nichetti, allora parroco di S.Pietro Martire, si era recato nella veneziana chiesa di San Salvador e, da quel pulpito,aveva arringato la folla sui concetti di indipendenza e libertà, destando grave scandalo tra gii austriacanti.

cover image Non pago di questo suo primo comizio,lo volle ripetere qualche giorno dopo a Murano, e fu così che la sera del 22 (giorno della cacciata austriaca dalla città) si improvvisò oratore informando i muranesi accorsi ad ascoltarlo, della riconquistata libertà. In questo secondo caso il comizio si tenne all'aperto, sul ”ponte de Mezo”, luogo solitamente deputato alla lettura delle leggi e dei proclami della Repubblica Veneta. Fu un vero bagno di folla!! Fu lo stesso "piovan de rio" (il Nichetti appunto) ad inquadrare, come prevedeva il decreto 12 aprile del Governo Provvisorio, 709 volontari arruolatisi nella Guardia Civica. Si occuparono i forti dell'isola: S.Matteo, S.Mattia e gli “Anzoli”, all'epoca muniti di dodici cannoni rivolti verso l'entroterra..., che forse non spararono mai! Di riflesso fu proprio quella zona di Murano, più vicina alla terraferma, ad essere la prima colpita dai proiettili di marca austriaca nella primavera del 1849; segnando così, impietosamente, la parabola discendente della riconquistata libertà. Cessate le ostilità,e rientrata l'Austria in possesso dei suoi territori, anche il buon don Giovanni Nichetti riprese le sue mansioni pastorali, rimanendo parroco "in rio" fino al settembre 1871; conscio di aver operato per una giusta causa.


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