-- Secolo XIX
ico image a) soldato schiavone





ico image b) notizia della longevità di Chiossich nella Gazzetta di Milano del 1817

Giovanni Chiossich: un pensionato d’altri tempi

cover image Il primo cimitero di Murano, dopo l’editto di Saint-Cloud del 1804 che prevedeva l’allontanamento dei defunti dalle zone residenziali, fu consacrato il 24 luglio 1817 in una vasta area adibita ad orti, sul fondo di calle San Giuseppe. Tra i primi ad essere sepolti nel nuovo cimitero di Murano figuravano tre giovani: il venticinquenne Liberato Bertoni, morto di colera nel 1836, la giovane Beatrice Vianello d’anni 10 e l’ancor più vezzoso fanciullo Lorenzo Bigaglia, strappato al seno materno dopo soli ventisei giorni di vita. Ma la palma dell’inaugurazione va al soldato dalmata Giovanni Chiossich che vi fu tumulato il 21 maggio 1820, ben tre anni dopo dall’inaugurazione.
Da tempo l’anziana recluta era ricoverata presso la "Casa degli Invalidi" a Murano, ove era stato condotto dalla lenta ma progressiva consunzione senile. All’atto del decesso il Chiossich contava ben 118 anni! Nato a Vienna il 26 dicembre 1702, e battezzato nella cattedrale di Santo Stefano, entrava giovanissimo nella milizia con la qualifica di piffero, passando al maneggio delle armi verso i tredici anni, risultando di statura eguale ai militari di leva. Servì per ben 47 anni sotto la bandiera austriaca, combattendo in Olanda, Crimea ed Ungheria.
Lasciata l’aquila imperiale passò al servizio della Veneta Repubblica, alle cui dipendenze rimase per oltre trent’anni, passando alternativamente dalle battaglie navali a quelle terrestri in tutti i possedimenti del levante veneziano. Giunto al novantacinquesimo anno d’età tornò a Venezia, ed assieme ad altri commilitoni era deciso a tutto pur di difendere la vecchia Repubblica di San Marco dalle mire del Bonaparte.

cover image Tutto fu inutile, gli eventi mutarono, e con essi il Chiossich, che si ritrovò al servizio del militare d’oltralpe, montando di sentinella – con tanto di fucile in spalla - alla porta del Palazzo Ducale. La sua anzianità di servizio gli permetteva di ricevere una razione di cibo quotidiano doppia rispetto agli altri militari di leva. Nel 1806, quando l’Austria ritornò per un periodo ad occupare Venezia, il Chiossich fu drasticamente messo in pensione, contando all’epoca ben 104 anni. Rattristato per quel provvedimento il milite non si arrese, e iniziò una nuova attività. Nonostante godesse di una pensione doppia, egli sentiva la mancanza del contatto umano, del dialogo con i veneziani, motivo per cui vagava quotidianamente per la città vendendo al minuto: acquavite, frittelle, trippa ed altre simili leccornie sempre gradite dal popolino. L’ultimo anno della sua vita lo trascorse nella "Casa degli Invalidi" a Murano, uscendo solo nelle giornate festive per recarsi a san Marco ad ascoltare la messa, approfittando poi per fare due passi e sgranchirsi le gambe in Piazzetta o sul Molo, orgoglioso di far mostra delle sue medaglie, e dei documenti che attestavano i servizi prestati, ma - cosa più importante – l’atto di nascita, ineguagliabile patente di anzianità! All’imperatore Francesco d’Austria, che gli fece visita a Murano, nel novembre 1815, augurò – in perfetta lingua tedesca – di godere di una vita longeva come la sua. Fu ricambiato con un sorriso!! Giovanni Chiossich concluse la sua vita terrena all’età di 118 anni. Fu la prima persona ad essere sepolta nel nuovo cimitero di Murano.


Note:
- Le notizie sono tratte da "Delle inscrizioni Veneziane" di E. A. Cicogna
- L'immagine a) è tratta dal blog "la biblioteca militare"
- Le immagini 1 e 2 sono tratte dal blog "dal Veneto al mondo"

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