-- Secolo XVI --
ico image a - Incoronazione di spine





ico image b - S.Nicolò libera un albero infestato dai demoni





ico image c - S.Nicolò aiuta i naviganti nella tempesta





ico image d - La raccolta della Manna

Da una bottega di miniatori esce un pittore di talento: Leonardo Corona

cover image «Non uscì per avventura da Murano migliore ingegno di Leonardo,
che nacque l'anno 1561, per apportare perpetuo grido alla patria,
e per provare insieme gli aggravii della fortuna,
a' quali sono sempre soggetti gli uomini di eccellente virtù».
1

Con queste parole il cavalier Carlo Ridolfi (Lonigo 1594 - Venezia 1658), nel suo "Le maraviglie dell'Arte" introduce il pittore muranese Leonardo Corona (fig. 1). Quel cenno agli "aggravii della fortuna" sembra alludere ad un destino meno felice di quanto meritato. E, in effetti, questo artista non è molto noto, addirittura non vi è neanche una monografia a lui dedicata. L'unico lavoro è molto recente, in forma di "tesi di dottorato" e si deve alla ricercatrice Valentina Sapienza2. Ma chi era Leonardo Corona?
Il Ridolfi lo dice nato a Murano nel 1561 da tale Michele Corona, "miniatore di santi", il quale «lo applicò al mestier suo», lo avviò cioé alla sua attività artigiana. Questo significa che esisteva nell'isola almeno una "bottega" di pittore, ascrivibile magari all'Arte dei pittori che, in Venezia, aveva la sua corporazione fin dal 1376 (la Fraglia dei pittori). A sentire il Ridolfi, Michele Corona si accorse ben presto delle capacità del figlio ma, «essendo aggravato da molta famiglia» non poteva permettersi di dargli un'adeguata formazione artistica, perciò lo mandò a Venezia nella bottega di maestro Rocco da San Silvestro, «pittore di poco pregio»3. Questo artista poco talentuoso aveva, però, una ben avviata attività commerciale, a quanto si può dedurre dal fatto che ospitava in casa un buon numero di Fiamminghi: li incaricava di eseguire copie di maestri famosi. Ridolfi non ci dice di quali maestri si tratta ma, visto il contesto storico dovrebbe trattarsi dei rappresentanti della grande stagione rinascimentale veneziana: Tiziano, Tintoretto, Veronese, ecc. Tra l'altro, è interessante notare l'esistenza di una vera e propria industria della "copia d'autore"! Comunque, il giovane Leonardo nella bottega di Rocco da San Silvestro, ha modo di impratichirsi nelle tecniche e di studiare i capolavori dei grandi artisti. Ben presto il padre si accorse della maturazione del figlio e lo richiamò a Murano e lo impiegò nel dipingere piccole miniature su rame. I soggetti di queste, racconta sempre il Ridolfi, Michele li ricavava da «carte a stampa» e vendeva poi le miniature di Leonardo a dei mercanti «ricavandone molto utile»4.

cover image I muranesi, dunque, non esprimevano la loro creatività artistica solo nell'arte vetraria, ma anche in altre forme artigianali. Queste miniature sembra fossero molto richieste sul mercato, pertanto l'attività della bottega dei Corona era davvero fiorente. Ma in questo modo le capacità del giovane Leonardo venivano ampiamente sottoutilizzate e il suo ingegno sprecato! Senza contare che non solo il padre, ma anche i fratelli cercavano di sfruttare il suo talento: essi, infatti, gli portavano via le opere che lui continuava a produrre (tele e disegni) e le smerciavano per proprio conto. Si narra anche un curioso episodio: Leonardo, infastidito dell'andazzo familiare, vendette al pittore Antonio Vassillacchi detto l'Aliense (Milo 1556 - Venezia 1629) una copia della "Battaglia del Cadore" di Tiziano, da lui realizzata quand'era ancora giovanissimo. L'Aliense la inviò a Verona e, sempre secondo il Ridolfi, fu creduta opera autentica di Tiziano (tra l'altro l'originale tizianesco andò distrutto in un'incendio nel 1577). L'episodio vuole dimostrare la precocità di Leonardo Corona che, fin da quando era a bottega da Rocco da San Silvestro, usava frequentare le sale di Palazzo Ducale assieme ad altri apprendisti, per studiare bene le opere pittoriche ivi contenute (sembra si nascondesse fra i banchi del Maggior Consiglio). Il giovane muranese non poteva, comunque, rimanere a lungo confinato nella bottega di famiglia a produrre miniature! Già a metà degli anni '80 del XVI secolo lo troviamo impegnato in lavori di una maggior importanza: a Palazzo Ducale e nella Chiesa di San Zulian. Nelle attribuzioni e nelle datazioni gli studiosi non sono tutti d'accordo e le notizie biografiche fornite dal Ridolfi potrebbero non risultare tutte corrette. Ad esempio la nascita: se l'autore de "Le maraviglie dell'Arte" la fissa al 1561, un documento rinvenuto dalla dottoressa Valentina Sapienza presso l’Archivio Storico del Patriarcato di Venezia, intitolato Registri dei battesimi, matrimoni e morti (1564 - 1626) e relativo alla Parrocchia di San Canciano di Venezia, nell’elenco dei morti, si trova questa notizia: «Adì 5 Ottobre [1596] / Lunardo Corona pittor de anni 44 da febre già giorni 20». Sappiamo da altre fonti che Leonardo Corona abitava proprio lì, nella Parrocchia di S. Canciano fin dal 1592, con la sua famiglia (la moglie Giustina e quattro figli, due maschi e due femmine, oltre a due garzoni e una massera). Quella casa era quella dove avevano abitato Tiziano e poi Jacopo Bassano. Una casa per pittori, dunque!5. Ma, allora, se nelle carte ufficiali ecclesiastiche risulta morto nel 1596 a 44 anni, significa che deve essere nato nel 1552! Ecco, quindi, che la sua precocità si ridimensiona un po', comunque, anche tenendo conto della retrodatazione della nascita, quello che si presenta sulla scena veneziana dalla fine degli anni '70 fino al tramonto del secolo è pur sempre un giovane pittore. L'arte di Leonardo Corona incontrò ben presto riconoscimenti anche nella critica: il Ridolfi, suo estimatore, scrive nel 1648, quindi cinquant'anni dopo la scomparsa, e ha parole di lode per quest'uomo come anche Marco Boschini che nel 1674 traccia il panorama della pittura veneta e inserisce il muranese nel contesto delle "Sette Maniere", cioé dei pittori che hanno seguito le orme dei grandi maestri rinascimentali (Tiziano, Veronese, Tintoretto). Boschini, che stila una sua classifica, lo pone al secondo posto, subito dopo Palma il Giovane (che nella vita reale fu il grande rivale del Corona) e prima di Andrea Vicentino, Santo Pieranda, Antonio Aliense, Pietro Malombra e Gerolamo Pilotto6. Parlando di maniere, Boschini lo fa similmente al Vasari, intendendo cioé che quei sette pittori dipingevano "alla maniera" dei grandi che li avevano preceduti. La critica più recente, però, tende ad evidenziare quei tratti stilistici e compositivi che restituiscono ai pittori delle "Sette Maniere", e in particolare a Leonardo Corona, la loro peculiare cifra artistica.
Per farsi un'idea del valore di questo artista muranese abbiamo la possibilità di vedere numerose sue opere nella nostra Venezia.
Eccone, di seguito, una scelta.
Nella chiesa di San Giovanni in Bragora:
- Incoronazione di spine (fig. a, nel colonnino)

Nella chiesa di Santo Stefano:
- Madonna della Cintura e i santi Agostino, Monica, Stefano, Nicola da Tolentino e Guglielmo di Malavalle

Nella chiesa di San Giovani Elemosinario:
- Crocifissione
- Crocifissione di Sant'Andrea


Nella chiesa di San Nicolò de’ Mendicoli:
- San Nicola libera un albero infestato dai demoni (fig. b)
- San Nicola aiuta i naviganti nella tempesta (fig. c)

Nella chiesa di San Zulian:
- Raccolta della manna (fig. d)
- Ingresso di Cristo a Gerusalemme
- Cristo davanti a Caifa
- Flagellazione
- Fortezza
- Temperanza
- Speranza
- Fede


Alla Scuola de' Picai (Ateneo Veneto, campo S. Fantin), sala terrena:
- Cristo inchiodato sulla croce
- Salita al Calvario
- Deposizione di Cristo
- Cristo davanti a Caifa


Nella Chiesa di San Bartolomeo:
- San Mattia apostolo

E se capita di passare per i Musei Civici di Padova, da non perdere:
- il Supplizio di Sant'Agata.

E nei dintorni, a San Giorgio in Bosco (PD), Chiesa di Sant’Anna Morosina:
- Madonna della cintola con Gesù Bambino e santi (fig. 2)


Note:
1 - CARLO RIDOLFI, Le maraviglie dell'Arte ovvero le vite degli illustri pittori veneti e dello Stato, Venezia 1646, ried. ,Padova 1887, vol. II pag. 288
2 - VALENTINA SAPIENZA, (Intorno a) Leonardo Corona (1552-1596) Documenti fonti e indagini storico-contestuali, Ca' Foscari Venezia - Université François Rabelais – CESR, A.A. 2005/06 - A.A. 2007/08
3 - CARLO RIDOLFI, Le maraviglie ... cit., ibidem
4 - CARLO RIDOLFI, Le maraviglie ... cit., pag. 289
5 - VALENTINA SAPIENZA, (Intorno a) Leonardo Corona (1552-1596)... cit. pagg. 11-12
6 - MARCO BOSCHINI, Le ricche miniere della pittura veneziana, Venezia, 1674, senza numerazione di pagina

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